
Federconsumatori aderisce con convinzione alla mobilitazione nazionale del 28 febbraio contro il DDL stupri.
Il testo proposto preoccupa perché rappresenta un deciso passo indietro rispetto alle conquiste normative e culturali raggiunte sul piano dei diritti e dell’autodeterminazione.
Nel testo approvato dalla Camera nel novembre scorso la violenza sessuale era collegata all’assenza di un “consenso libero e attuale”.
Non si capisce perché un concetto così cristallino debba essere stravolto e ribaltato, con la riformulazione che elimina il riferimento al “consenso libero e attuale” per introdurre, al suo posto, l’espressione di: “volontà contraria all’atto sessuale”.
In questo senso il reato si configura quando l’atto è compiuto “contro la volontà” della persona, non più in assenza di consenso esplicito. Una sfumatura tutt’altro che irrilevante che non solo adotta una formulazione più ambigua, ma rischia di spostare l’attenzione dal comportamento dell’aggressore alla reazione della vittima.
Se è quel reato che si vuol punire, perché non classificarlo con la formulazione corrette, che rispecchia standard internazionali, come la Convenzione di Istanbul, che definisce stupro, appunto, ogni atto sessuale senza consenso libero e attuale.
Per queste ragioni Federconsumatori aderisce e invita cittadine e cittadini a partecipare alla mobilitazione nazionale del 28 febbraio. Il concentramento è previsto alle ore 13.00 in Piazza della Repubblica a Roma, con arrivo del corteo in Piazza San Giovanni in Laterano.
Difendere il principio del consenso significa difendere la dignità, la sicurezza e i diritti di tutte e tutti.









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