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Dopo un anno di promesse, annunci, attese e rinvii, accompagnati da un confronto a porte chiuse, riservato di fatto ai soli addetti ai lavori, la bozza del Decreto Bollette approderà oggi al Consiglio dei Ministri.

Un provvedimento che potremmo definire equilibrato solo nella misura in cui riesce a scontentare tutti. Ai consumatori non porta nulla, alle famiglie in disagio economico riduce i sostegni, scontenta le imprese che producono energia dalle fonti rinnovabili, e non fa felici nemmeno le imprese energivore.

D’altronde, senza un adeguato stanziamento di risorse — in un contesto in cui l’aumento della spesa per il riarmo pare non lasciare margini per misure più urgenti e utili — e senza una chiara scelta di interessi generali prioritari da tutelare, l’esito appariva purtroppo già scritto. Anche il metodo di confronto con gli stakeholder, gestito in maniera discrezionale e non trasparente, non poteva che condurre a un risultato insoddisfacente. Ci auguriamo che non si tratti dell’esito definitivo e che le rivendicazioni a favore delle famiglie trovino spazio all’interno di un decreto che potrebbe rivestire un ruolo fondamentale se non si auto-relegasse a misure marginali e, nella migliore delle ipotesi, inefficaci.

Nel frattempo, i prezzi della materia prima gas e dell’energia elettrica sono tornati a crescere fino a livelli molto elevati, con effetti immediati sulle bollette delle famiglie. Gli oneri di sistema continuano a gravare sui consumatori, alleggerendo i portafogli, senza fornire reali benefici in termini di servizi o tutele.

A ciò si aggiunge l’ormai annoso problema dell’accoppiamento del prezzo dell’energia elettrica a quello del gas: un meccanismo che perpetua un’ingiustizia evidente verso i cittadini e che ancora non trova una soluzione strutturale.

Particolarmente preoccupante è poi la situazione degli utenti economicamente vulnerabili o in condizioni di povertà energetica, ai quali continuano a essere destinati sostegni palesemente insufficienti, incapaci di rispondere alla gravità del momento.

Se si vuole davvero intervenire a tutela dei cittadini, con una vera svolta verso l’attenzione all’ambiente e alle fonti rinnovabili, è necessario adottare un approccio radicalmente diverso: più trasparente, più partecipato e finalmente orientato all’interesse generale.

Per questo, Federconsumatori chiede con forza di aprire la norma al confronto con le associazioni di tutela dei consumatori, per adottare realmente misure concrete, realmente in grado di alleviare il peso delle bollette sulle famiglie italiane e di arginare il fenomeno della povertà energetica in aumento nel nostro Paese, magari traendo le risorse necessarie proprio dalla tassazione degli extraprofitti di quelle aziende che, nel settore, in questi anni, hanno aumentato i propri utili a spese degli utenti.

DL Bollette: dopo un anno di attese, la bozza scontenta tutti. Una misura insufficiente e senza reali benefici per i cittadini.

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