L’Arera ha illustrato oggi gli aggiornamenti in materia di condizioni economiche per l’energia elettrica per il trimestre aprile – giugno 2026.
Nel dettaglio, nel trimestre alle porte, aumenterà del +8,1% la bolletta elettrica per i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela (circa 3,4 mln di clienti). Tradotto in cifre, la spesa per l’utente tipo vulnerabile in Maggior Tutela nel 2026 sarà di circa 589,34 euro, il +4,5% rispetto al periodo dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2025.
Si tratta dei primi effetti tangibili in bolletta del conflitto in atto che, come purtroppo avevamo previsto, ha ripercussioni sul gas e, quindi, anche sulla bolletta elettrica. Ma l’aumento non si circoscriverà ai clienti vulnerabili: le ripercussioni toccheranno tutti coloro che hanno un contratto a libero mercato legato all’andamento del PUN e, poi, sulle nuove offerte a prezzo fisso.
Le temporanee misure adottate per affrontare il caro carburanti e il Decreto Bollette di certo non sono sufficienti a far fronte a quella che potrebbe diventare, in assenza di interventi mirati, una grave emergenza.
Di fronte a questi aumenti e a un mercato libero a dir poco deludente (secondo una nostra recente indagine con il cambio fornitore il 60% dei contratti analizzati non porta reali vantaggi) è indispensabile che il Governo intervenga prontamente, attuando provvedimenti urgenti e misure straordinarie:
- Prevedere un bonus più consistente, la cui soglia di accesso sia innalzata, anche temporaneamente, alle famiglie con Isee fino a 25000 o poco più, superando quanto disposto dal recente Decreto Bollette che già avevamo giudicato insufficiente in condizioni “normali”.
- Realizzare il necessario e ormai improrogabile disaccoppiamento della determinazione del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas.
- Mettere in atto la promessa riforma degli oneri di sistema su beni energetici, spostandone alcuni sulla fiscalità generale.
- Prorogare il taglio delle accise (visto quello che sta accadendo 20 giorni si confermano del tutto insufficienti) e scorporare queste ultime dal calcolo dell’IVA. Monitorando, di pari passo, che il taglio non sia assorbito da intollerabili fenomeni speculativi.
- Creazione un Fondo di contrasto alla povertà energetica per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili.
I fondi per tali operazioni possono, anzi, devono essere ricavati anche da una maggiore tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche, che tanto hanno guadagnato e continuano a guadagnare dai rincari.
Energia: il costo dell’elettricità cresce del +8,1% nel II trimestre 2026 per i clienti vulnerabili.
I primi effetti del conflitto arrivano in bolletta. Il Governo adotti provvedimenti immediati.










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