In Acqua, Energia, Gas e Rifiuti, Comunicati, Fine mercato tutelato

Come previsto, il Governo ha posto la fiducia sul decreto bollette. Un provvedimento molto atteso alla luce dei fortissimi aumenti di gas e energia elettrica a cui stiamo assistendo a causa dalla guerra in Medio Oriente.

Il conflitto, infatti, non sta sconvolgendo solo i prezzi dei carburanti, e a cascata di tutti gli altri beni, a partire da quelli di prima necessità come i prodotti alimentari (i dati ISTAT di ieri sull’inflazione già lo testimoniano).

Di fronte a questa situazione, i cui esiti e le cui evoluzioni sono incerti, il Decreto bollette, nella sua versione definitiva, è lontanissimo dal rappresentare una risposta significativa e di impatto immediato. I cittadini si aspettavano, dopo le promesse fatte, un provvedimento davvero in grado di aiutarli, ma rimarranno delusi.

Per quanto riguarda gli aiuti concreti, sostanzialmente, il decreto non ha modificato l’impostazione iniziale anteguerra, che già avevamo giudicato del tutto insufficiente, anche in condizioni “normali”. Nonostante le nostre rivendicazioni di un necessario innalzamento e ampliamento, viene confermato un bonus una tantum, per quest’anno e solo per l’energia elettrica, di 115 euro (importo quasi dimezzato rispetto all’anno passato), per i soli nuclei con reddito Isee fino a 9794 euro (lo scorso anno la soglia era 25.000 euro).

Trova conferma, poi, il bonus a discrezione delle aziende che potranno utilizzare la misura a fini pubblicitari, una misura che attiene alle scelte di mercato delle aziende e che non dovrebbe trovare posto in una legge approvata dal Parlamento.

Le numerose richieste di rivedere in modo strutturale i bonus sono state ignorate. Allo stesso modo, non hanno trovato spazio misure di contenimento e riforma degli oneri di sistema e dell’Iva. L’unica positiva eccezione, dopo anni di pressioni anche da parte di Federconsumatori, è l’istituzione del bonus a favore degli utenti del teleriscaldamento in disagio economico, una platea fino ad ora ingiustamente discriminata.

Il decreto contiene anche qualche piccola nota positiva: vanno nella giusta direzione le restrizioni alle telefonate commerciali e al teleselling, modalità di vendita di contratti luce e gas spesso ingannevoli e deleterie per le tasche dei cittadini, come dimostrato da una recente ricerca di Federconsumatori. Anche l’obbligo di riportare in bolletta il nominativo dell’intermediario con cui il cliente ha sottoscritto il contratto è un elemento di chiarezza in più. Positiva anche la norma che prevede un maggiore controllo sui dati in possesso del Sistema Informativo Integrato (SII) relativi ai clienti che effettuano il cambio di gestore, perché si verificano fughe di dati e conseguenti abusi a danno dei consumatori; norma che recepisce positivamente la segnalazione effettuata da Federconsumatori ad Arera.

Esprimiamo, invece, un giudizio fortemente negativo alla proroga delle centrali a carbone fino al 2038: una scelta che sfrutta in maniera strumentale la drammatica situazione internazionale per avallare misure contro l’ambiente e la salute dei cittadini, mostrando tutta la miopia delle politiche energetiche adottate, che guardano al passato, arrecando un grave danno al Paese.

Finalmente, infine, si inizia a parlare di disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas (TTF/PSV), da noi sempre richiesto, ma il riferimento introdotto nella norma è ancora troppo vago e indefinito: monitoreremo le modalità di attuazione in modo da valutarne i benefici nel lungo periodo.

Energia: il Decreto Bollette delude i cittadini, anche nella sua conversione in legge.

Nessuno sforzo in più per aiutare le famiglie, passi indietro per l’ambiente.

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