In Comunicati, Politica e Società

Dopo il controllo giudiziario disposto nei confronti di Glovo e la successiva convalida del GIP di Milano, la procura ha commissariato anche Deliveroo. Le maggiori società del food delivery, stando a quanto emerge dalle indagini e alle denunce che la CGIL porta avanti da anni, sono la nuova frontiera del caporalato 2.0. Nel settore del food delivery si è consolidato un modello di organizzazione del lavoro basato sulla compressione dei diritti, su compensi inadeguati e sul trasferimento del rischio d’impresa direttamente sulle spalle dei lavoratori.

I riders sono lavoratrici e lavoratori che garantiscono quotidianamente un servizio divenuto sempre più importante per molti cittadini ed esercenti, nonostante ciò, nessun diritto è loro garantito: operano in assenza delle più elementari tutele; ferie, malattia, paghe adeguate, coperture assicurative e previdenziali sono lussi inaccessibili. Tutto ciò avviene ogni giorno sotto i nostri occhi e, ora che ne siamo maggiormente consapevoli, spetta anche a noi consumatori la scelta se essere o meno complici di questa forma di schiavitù.

Come associazione di tutela dei consumatori, ma anche promotrice dei valori di legalità e di sostenibilità sociale, siamo infatti convinti che i cittadini, attraverso le loro scelte responsabili e consapevoli, possano fare la differenza anche su questo versante. “Il futuro parte dalle tue scelte” non è solo lo slogan stampato sulla nostra tessera, è il modello ci consumo che ogni giorno siamo impegnati a promuovere.

Per questo chiediamo che siano previste tutele e garanzie per i lavoratori del settore (attraverso l’applicazione di contratti collettivi nazionali stipulati da organizzazioni realmente rappresentative o attraverso forme di vero lavoro autonomo che non si configurino come sfruttamento) e che vi sia trasparenza sulle condizioni lavorative dei riders, per permettere ai cittadini di scegliere liberamente e con consapevolezza di utilizzare i servizi di food delivery solo quando sono assicurati diritti e condizioni di lavoro dignitose, preferendo le piattaforme che li rispettano anche in virtù di positivi accordi sindacali con le organizzazioni di rappresentanza dei riders.

La dignità non ha prezzo: spetta anche a noi consumatori sostenere questo primo, importante, passo verso il riconoscimento dei diritti di questi lavoratori “invisibili”, che sono stati i protagonisti di una rivoluzione nella nostra modalità di consumo, sostenendo anche molte attività commerciali durante e dopo la pandemia.

Food delivery: ripristinare legalità e dignità nel settore.

I cittadini siano messi in condizione di scegliere consapevolmente.

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