In Comunicati, Politica Economica

I dati Istat sulle vendite al dettaglio non sono incoraggianti: nei primi 11 mesi del 2025 sono salite leggermente in valore (+0,8% sullo stesso periodo del 2024) e scese leggermente in volume (-0,6%). A trascinare le vendite, in valore, sono i dadi del commercio elettronico (+2,9%) e dalla grande distribuzione (+2,1%). Come sottolineiamo da tempo, visto il perdurare delle difficoltà delle famiglie, crescono ancora le vendite presso i discount di alimentari (+3,3% in valore sui primi 11 mesi del 2024).

Anche in termini congiunturali la situazione non migliora: nel trimestre settembre – novembre 2025 l’Istat rileva un calo delle vendite dei beni alimentari in volume (-0,2%), con un lieve aumento in valore (+0,1%).

Dati che confermano la situazione di disagio che molti cittadini stanno vivendo, e che vanno valutati nel complesso del quadro economico fornito dallo stesso Istituto di Statistica:

  • Recentemente l’Istat ha infatti rivelato che, rispetto al 2019, i prodotti alimentari costano, oggi, in Italia, quasi un terzo in più, e che una famiglia su tre negli ultimi anni ha tagliato la propria spesa alimentare.
  • Ancora l’Istat ha recentemente reso noto come le retribuzioni contrattuali in termini reali a settembre 2025 restino al di sotto dell’8,8% ai livelli di gennaio 2021.

Una situazione che non migliorerà alla luce dei rincari previsti per l’anno in corso: l’O.N-F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ha infatti stimato che, nel 2026, sono in arrivo aumenti medi di +672,60 euro a famiglia.

Questi aumenti non faranno altro che accrescere i tagli, le rinunce e le modifiche delle abitudini di consumo da parte delle famiglie: per questo si fa sempre più urgente e improrogabile un intervento del Governo a sostegno del potere di acquisto dei cittadini, attraverso una rimodulazione dell’IVA sui beni di largo consumo e azioni di contrasto alla povertà energetica e alla povertà alimentare. Misure che ci saremmo aspettati di vedere in manovra.

Commercio: scendono le vendite nel settore alimentare, aumentano quelle presso i discount. Evidenti le difficoltà delle famiglie, costrette a tagli e rinunce.

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