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Lieve frenata per il tasso di inflazione a gennaio 2026: secondo le stime odierne dell’Istat si attesta al +1% (dal +1,2% di dicembre). Più del doppio, invece, il tasso relativo al carrello della spesa, che segna quota +2,1%, in crescita, stavolta, rispetto al +1,9% di dicembre 2025.

Con l’inflazione a questi livelli, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima ricadute, per una famiglia media, pari a +397,00 euro annui.

Aumenti che si susseguono e si aggiungono a quelli registrati negli ultimi anni: l’Istituto di Statistica ha infatti rilevato che, tra il 2021 e il 2025, il tasso relativo al carrello della spesa ha conosciuto una crescita del 24%. Una crescita anomala su cui l’Antitrust ha deciso di avviare degli accertamenti, ai quali stiamo collaborando.

Questi dati, uniti a quelli sulle ulteriori ricadute in vista nel 2026 (che il nostro Osservatorio Nazionale calcola pari a +672,60 euro annui a famiglia) richiedono attenzione e risposte immediate da parte del Governo che dovrebbe sostenere il potere di acquisto delle famiglie adottando misure urgenti, quali:

    • La rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia).
    • La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica e una azione di contrasto alla povertà alimentare.
    • L’avvio di determinate azioni di verifica e contrasto a intollerabili fenomeni speculativi sui prezzi lungo le filiere, che, come abbiamo visto in questi anni, determinano effetti deleteri per il Paese e per le famiglie.
    • Una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, quelli colpiti più duramente da queste dinamiche.

Inflazione: a gennaio il tasso frena leggermente, ma crescono i prezzi del carrello della spesa.

Per le famiglie ricadute di 397 euro annui.

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