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Dopo un 2025 in cui i rincari hanno, solo in parte e solo in alcuni settori, rallentato la propria corsa, l’anno alle porte non sarà esente da nuovi rialzi. Come ad ogni inizio anno, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha, infatti, stimato i rincari in arrivo nel 2026 che, complessivamente, raggiungeranno quota +672,60 euro annui a famiglia.

Una cifra notevole, nonostante le riduzioni previste nel settore dell’energia. Cresceranno, in compenso, le spese su altri fronti, da quello alimentare, alle assicurazioni auto (anche per effetto dell’innalzamento dell’aliquota sulle polizze infortunio conducente collegate alla rc auto), alle spedizioni (con l’introduzione della tassa sui pacchi provenienti dai paesi extra UE con valore inferiore ai 150 euro).

Incide in particolar modo l’impatto sulla logistica dovuto all’incremento delle accise sul diesel: se è vero che i mezzi pesanti possono usufruire di un rimborso in tal senso, questo non vale pe i mezzi più piccoli, che costituiscono ampia parte del parco veicoli utilizzati per la distribuzione su gomma. Un dettaglio a cui il Governo dovrebbe pensare per scongiurare un’impennata dei prezzi di beni e servizi.

La stangata in arrivo con il nuovo anno si abbatterà su una situazione già compromessa dai continui aumenti registrati negli ultimi anni: secondo i nostri dati, in 5 anni, a causa dei rincari, il potere di acquisto delle famiglie è stato eroso di oltre 5.538 euro solo per queste voci di spesa.

Un andamento che ha portato alla crescita di tagli e rinunce da parte delle famiglie, con una allarmante crescita delle disuguaglianze anche in settori vitali come l’energia e l’alimentazione. Per questo ci saremmo aspettati una manovra più incisiva, che sostenesse le famiglie e non le caricasse di ulteriori aumenti. Che prevedesse, ad esempio, una riforma fiscale equa; la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia); la creazione di un fondo di contrasto alla povertà energetica e alla povertà alimentare; lo stanziamento di risorse adeguate per la sanità pubblica e per il diritto allo studio. Misure necessarie e urgenti, ma ancora assenti dall’azione di Governo.

Di seguito, nel dettaglio, le prime stime degli aumenti previsi in ogni settore.

PREVISIONI AUMENTI 2026 EURO ANNUI AUMENTO IN %
ALIMENTAZIONE 386,00 € 4,78%
ASSICURAZIONI AUTO 139,60 € 8,80%
COSTI BANCARI 16,50 € 2,16%
TARIFFE AUTOSTRADALI 1,56 € 1,57%
TRASPORTI 163,90 € 2,83%
TARI 18,68 € 2,71%
TARIFFE LUCE E GAS -332,60 € -12,69%
TARIFFA ACQUA 27,45 € 3,88%
TARIFFE PROFESSIONALI-ARTIGIANI 42,70 € 1,83%
PRODOTTI E SERVIZI PER LA CASA 58,95 € 1,76%
SCUOLA (MENSE E LIBRI) 24,60 € 4,06%
PRESTAZIONI SANITARIE 29,88 € 2,08%
RISTORAZIONE 69,80 € 4,05%
COMUNICAZIONI 14,60 € 1,87%
SPEDIZIONI 10,98 € n.d.
TOTALE 672,60 €

 

Stangata 2026: nuovo anno, nuovi aumenti. Nonostante il calo dei costi energetici, le famiglie subiranno rincari di +672,60 euro annui.

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