Negli ultimi anni il concetto di uno stile di vita più GREEN è entrato con più facilità nella quotidianità delle famiglie italiane: meno plastica, meno sprechi di cibi, maggiore attenzione ad acquisti consapevoli ed al packaging eco-friendly.

Le aziende hanno percepito e intercettato questa nuova tendenza, questo cambiamento nelle scelte di acquisto, modificando di conseguenza il loro modo di proporsi.

Il nostro Progetto Stay Green si occuperà proprio di questo.

Trattare argomenti di economia circolare, economia sostenibile, greenwashing, riciclo creativo, impronta ecologica e green label.
L’obiettivo è quello di informare i consumatori su come riconoscere i prodotti veramente green. Come fare per non imbattersi in campagne ingannevoli a tutela dell’ambiente.

Ma cosa succede quando un’azienda enfatizza valori green e di sostenibilità ambientale che in realtà non può rispettare?
È proprio questa la circostanza identificata dal neologismo inglese GREENWASHING, letteralmente “ecologismo di facciata”.

Che cos’è il greenwashing?

Il Greenwashing è a tutti gli effetti una strategia di marketing che porta l’attenzione del consumatore sensibile alla sostenibilità dei prodotti verso un finto impegno da parte dell’azienda nei confronti dell’ambiente e una fantomatica attenzione all’impatto ambientale.

Il greenwashing è a tutti gli effetti un esempio di pubblicità ingannevole.

L’obiettivo in tal senso è duplice: valorizzare la reputazione ambientale dell’impresa, acquistando credito nei confronti dell’utente sensibile a tematiche affini e suo potenziale cliente diretto, ottenendo così maggiori benefici in termini di fatturato.

In Italia questa pratica è sanzionata dallo IAP e dall’Antitrust e ci si può quindi tutelare.

Perché il greenwashing?

greenwashingIl greenwashing è una strategia di comunicazione che millanta un impegno e un attaccamento alle politiche ambientali che in realtà non esistono.
Le aziende lo fanno per migliorare la propria green reputation e per attirare il consumatore “ecosensibile” che si immedesima appunto in questa filosofia, che però è finta e inesistente.

Un altro motivo per cui un’azienda fa ricorso al greenwashing è perché vuole attirare l’attenzione dell’utente su piccoli fattori green, spostandola così da elementi che hanno un impatto ambientale più eclatante.
Ad esempio, un’azienda basa la sua strategia di comunicazione enfatizzando il ridotto utilizzo di materiale plastico per non far notare che la produzione di quegli stessi prodotti è stata fatta sfruttando in maniera insana le risorse naturali.

Come riconoscere casi di greenwashing?

Il primo dato che induce a pensare che quello a cui state assistendo sia un caso di greenwashing è la vacuità delle informazioni, facilmente fraintendibili dai poco esperti.

Non ci sono dati ed elementi significativi a sostegno del messaggio pubblicitario; vengono date informazioni e dati dichiarandoli certificati quando invece non sono riconosciuti da organi accreditati e autorevoli.

Vengono inserite etichette false o contenenti parole o certificazioni contraffatte.

Allora come fare per riconoscere se un’azienda o un prodotto è davvero green?

Per fortuna esistono le GREEN LABEL.

Che cosa sono le green label?

Per combattere il Greenwashing ci vengono in soccorso le GREEN LABEL, cioè le etichette di sostenibilità. Si tratta di un “marchio di qualità”che permette di identificare con immediatezza le aziende e i prodotti virtuosi. Non basta proclamarsi “green” ma è necessario saper comunicare il proprio impegno fornendo informazioni chiare e precise su come viene ottenuto il prodotto, cosa avviene durante i processi di produzione e distribuzione e qual è l’impatto della produzione sull’ambiente.

E le Green Label servono proprio a questo: certificare la sostenibilità del prodotto con bollini nazionali e internazionali.

Ecco le green label più conosciute

FAIRTRADE LABEL

Quando ci si trova davanti questa etichetta significa che il prodotto è frutto di un sistema di commercio equo e solidale. Questa green label nello specifico indica che gli agricoltori e lavoratori dell’intera filiera produttiva sono stati trattati equamente, sia da un punto di vista economico che umano.
Inoltre, il simbolo Fairtrade assicura il rispetto dell’ambiente durante tutte le fasi di produzione e vendita del bene.

CARBON FREE CERTIFIED

L’etichetta Carbon Free ha lo scopo di indicare l’impatto ecologico dell’azienda produttrice, permettendo di stabilire l’effettiva ecosostenibilità del prodotto.
Se questo marchio è presente, significa che l’azienda ha provveduto a ridurre o a compensare le emissioni di CO2.
Di conseguenza, il suo prodotto/servizio è ad impatto zero.

MARINE/AQUACULTURE STEWARDSHIP COUNCIL CERTIFICATION

Per essere sicuri di acquistare prodotti ittici provenienti da allevamento o pesca sostenibile è bene verificare la presenza di una delle seguenti certificazioni:

  •  Aquaculture Stewardship Council Certification (per pesci di allevamento)
  • Marine Stewardship Council Certification (per prodotti ittici da pesca).

Tali etichette vengono assegnate esclusivamente alle aziende che pescano in modo responsabile e rispettoso delle leggi in vigore e dei periodi di riproduzione delle varie specie marine.

RAINFOREST ALLIANCE CERTIFIED

Rainforest Alliance contrassegna prodotti provenienti da paesi del Sud del mondo che soddisfano determinati standard ecologici e sociali. Nello specifico il Certificato Rainforest Alliance si basa su tre pilastri della sostenibilità: sociale, economico e ambientale.
Il concetto di sostenibilità dell’ONG deve poter essere applicato su foreste, clima, diritti umani e mezzi di sussistenza.

EU PRODUCT ORGANIC LABEL

La EU Product Organic label indica che il prodotto è biologico secondo gli standard dell’Unione Europea. Un prodotto è considerato biologico quando è composto per almeno il 95% da sostanze provenienti da colture sostenibili e biologiche.
Comprando quindi prodotti con questa etichetta, si supportano sistemi produttivi rispettosi dell’ambiente volti alla salvaguardia delle biodiversità e degli animali.
La coltivazione e produzione biologica si basa su sistemi e cicli naturali chiusi che si alimentano mediante le proprie risorse interne.

Tutti i beni hanno bisogno di materie prime e di energia per produzione, trasporto, vendita e a volte anche per il loro stesso utilizzo.
Prima o poi tutti i prodotti diventeranno rifiuti (auspicabilmente dopo un processo di riciclo e riuso il più lungo possibile) ponendo così il problema dello smaltimento. Tutto ciò, come si può immaginare, ha un impatto ambientale sul nostro Pianeta

È per questo che per stimare correttamente l’impatto ambientale di un prodotto è necessario considerare tutto il ciclo di vita.
Per effettuare una valutazione “omnicomprensiva” dell’impatto ambientale è necessario ricorrere a tre indicatori rappresentativi del consumo di risorse:

carbon footprintCARBON FOOTPRINT

L’impronta di carbonio di un prodotto/servizio valuta le emissioni di gas ad effetto serra (CO2, CH4, N2O, CFC, ecc.) lungo l’intero ciclo di vita.
Come cercare di contenere l’impronta di carbonio?
Con la naturalità delle formule, cioè limitando l’uso di materiali di origine petrolchimica e scegliendo in alternative materie prime naturali e rinnovabili.

WATER FOOTPRINT

L’impronta idrica indica la quantità di acqua che viene usata direttamente o indirettamente per la produzione di beni e per il loro utilizzo. Sapere quanta acqua viene usata per la produzione di prodotti che troviamo nella nostra quotidianità serve per fare delle scelte più oculate e senza sprechi.

ECOLOGICAL FOOTPRINT

L’impronta ecologica è un indicatore che misura il consumo da parte degli esseri umani delle risorse naturali che produce la Terra. In poche parole,  ci dice di quanti pianeta Terra abbiamo bisogno per conservare l’attuale consumo di risorse naturali. Allo stato attuale, abbiamo bisogno di poco più di 1,7 “Pianeti Terra”.

L’impronta ecologica, quindi, serve a capire di quanto spazio ha bisogno l’uomo per vivere nel modo in cui vive, consumando quanto consuma e producendo i rifiuti che produce in un determinato momento.

Come si calcola l’impronta ecologica?

Per calcolare l’impronta ecologica si utilizzano complessi modelli matematici, poiché è necessario tenere conto di numerosi fattori e variabili.
Nel dettaglio, per l’ecological footprint si considerano alcune categorie di consumo:

  • prodotti;
  • servizi;
  • trasporti;
  • abitazioni;
  • beni di consumo.

Dopodiché, si analizzano le risorse naturali che servono per la produzione di questi beni e servizi, considerando:

  • il territorio necessario per generare l’energia con la quale realizzare i diversi prodotti e servizi;
  • i terreni, i pascoli e i mari che servono per la produzione di alimenti;
  • la superficie edificata occupata dalle abitazioni;
  • le foreste sfruttate per ottenere i materiali per la fabbricazione dei beni di consumo;
  • la superficie naturale necessaria per smaltire i rifiuti e assorbire le emissioni generate.

Ognuno di noi può contribuire alla diminuzione dell’impronta ecologica attraverso piccoli cambiamenti quotidiani che, nel tempo, possono fare la differenza in vari settori.

In ultimo ecco alcuni consigli

impronta ecologica_alimentariProdotti alimentari

  • Consuma prodotti locali e stagionali
  • Fai attenzione alle etichette
  • Compra solo lo stretto necessario
  • Quando fai la spesa serviti di borse riutilizzabili ed evita prodotti con imballaggi in plastica
  • Scegli il pesce pescato in maniera sostenibile
  • Limita il consumo di carni, in particolare quelle rosse

impronta ecologica_abbigliamentoAbbigliamento

  • Acquista abiti realizzati in maniera responsabile (ad esempio prodotti con materiali riciclati)
  • Prima di gettare via gli abiti usati pensa a possibili impieghi alternativi delle stoffe
  • Non comprare abiti che userai solo una volta, piuttosto affittali
  • Scopri la bellezza e l’utilità dei mercatini degli abiti usati

impronta ecologica_trasportiTrasporti

  • Preferisci la bicicletta o i mezzi pubblici a quelli privati
  • Se vuoi acquistare un’auto preferisci una elettrica o ibrida
  • Scegli il treno per lunghi spostamenti

impronta ecologica_rifiutiEnergia e rifiuti

  • Chiudi l’acqua quando lavi i piatti, mani e i denti
  • Riduci la durata delle docce
  • Riduci il riscaldamento di 1ºC
  • Scegli elettrodomestici di Classe A e superiori
  • Usa lavatrice e lavastoviglie solo a carichi pieni
  • Spegni i dispositivi elettronici e non lasciarli mai in stand by
  • Ricicla e riusa prima di creare rifiuti

Vuoi sapere quanto contribuisci ad incrementare l’impronta ecologica?
Scoprirlo è semplice grazie al portale dedicato all’impronta ecologica.

Più che un’occasione di gaming, si tratta di un momento di riflessione sulle proprie abitudini quotidiane.