In Comunicati, Politica e Società

È in arrivo per l’Italia “la madre di tutte le sanzioni”, che potrebbe arrivare fino ad un miliardo di Euro. Il motivo? La continua violazione delle norme sulla qualità dell’aria.

In febbraio è atteso il parere motivato, ovvero il secondo stadio della procedura avviata nel 2015. L’invito rivolto all’Italia è di correggere lo sforamento dei limiti di biossido di azoto contenuti nell’atmosfera, che deriva per il 40% dal traffico stradale.

A marzo, poi è sono attese nuove mosse da Bruxelles, stavolta in relazione alle Pm10, ovvero le polveri sottili. Una questione annosa, che vede il nostro paese già condannato dalla Corte di Giustizia per la violazione dei limiti in 55 aree geografiche, nel 2006 e nel 2007. L’Italia è al terzo posto per il numero di giorni vissuti oltre la soglia massima delle emissione: peggio di noi solo Polonia e Bulgaria.

Il collegamento causa-effetto tra la concentrazione di polveri sottili e morti premature è riconosciuto dall’OMS: stando ai dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente nel 2013 polveri e biossido d’azoto hanno provocato la morte prematura di 87.670 persone. In Italia ammontano a circa 20.000.

L’impegno del nostro Governo dovrebbe essere motivato da queste cifre, prima ancora che dagli importi della sanzione.

Non possiamo, ogni volta, affidarci ad una “danza della pioggia” quando il livello di allerta supera la soglia di attenzione.

È fondamentale prevedere una programmazione di incentivi ed agevolazioni tese, prima di tutto, alla sostituzione al parco delle auto che offrono servizio pubblico. Se taxi e NCC fossero tutte auto ibride o elettriche, l’inquinamento, anche acustico, diminuirebbe notevolmente. Inoltre, dall’altro lato, favorendo la vendita delle auto a basso impatto, magari prevedendo dei piani di rottamazione anche per i cittadini, specialmente nelle città maggiormente inquinate, si potrebbe agire positivamente sull’occupazione.

È ora di azioni precise e determinate, per dare un segnale in direzione del cambiamento. Un cambiamento che deve essere di carattere culturale e deve coinvolgere le amministrazioni e i cittadini, in uno sforzo congiunto per il bene di tutti.

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