In Comunicati, Politica Economica

Il Governo ha adottato alcune misure che, pur rispondendo all’esigenza reale e urgente di frenare la corsa dei prezzi dei generi di largo consumo e di servizi indispensabili quali i trasporti urbani e aerei, tuttavia risultano ancora inadeguate o comunque carenti sotto diversi profili.

Federconsumatori ha ripetutamente denunciato come ingiustificati moltissimi degli aumenti registrati nell’anno in corso e ha richiesto al Governo di intervenire, avanzando diverse proposte, anche insieme a diverse altre AACC, che appaiono però trascurate o raccolte solamente in parte, e quindi in modo insufficiente.

  1. La promessa di accordo calmieratore dei prezzi da fare a settembre (perché questo è) del Mimit con i commercianti, la GDO e le farmacie e parafarmacie, ha già perso per strada una parte fondamentale del tavolo, quella dei produttori, ma soprattutto non ha coinvolto le AACC.

    La loro presenza al tavolo avrebbe potuto porre rimedio ad alcuni evidenti limiti di quell’intesa – stando alle carte circolate finora – che la renderanno molto probabilmente inefficace, se non, forse, come strumento di propaganda politica.

    In essa si postula che le aziende abbiano già fatto tanto a favore dei consumatori, quando invece abbiamo visto prezzi persino raddoppiati o triplicati senza alcuna ragione, soprattutto negli ultimi mesi, che si vorrebbe ora mantenere invariati.

    Ciascuna azienda aderente, poi, può scegliere autonomamente il paniere di beni da vendere a un prezzo autoregolato, ma non si stabilisce un riferimento preciso, ad esempio, un prezzo inferiore, pari o prossimo al costo del bene venduto, e così si impedisce, da un lato, una vera comparazione e, dall’altro, il controllo sugli aumenti “compensativi” dei prezzi di tutti gli altri beni fuori carrello, che soprattutto la GDO ha facilità a praticare.

    Inoltre, per apporci sopra, gratis, il bollino pubblicitario governativo antinflazione, sembra sufficiente che le aziende conducano le proprie normali campagne promozionali, mentre il relativo monitoraggio sarebbe affidato a nuovi comitati paritetici piuttosto che a Mr. Prezzi, come dovrebbe essere, con le Associazioni dei consumatori, ancora una volta, escluse.

    In una parola, l’intesa che si profila è piuttosto insoddisfacente e non corrisponde affatto alle richieste delle AACC.

    Ma è normale assumere provvedimenti a favore dei consumatori senza neppure consultarne i rappresentanti riconosciuti?

    Perché il Mimit, che pure lo ospita, non ritiene di dover chiedere almeno un parere al Cncu, l’organo consultivo individuato dalla legge?

  2. Sui taxi è positivo l’aumento del 20% delle licenze per le città metropolitane e quelle sedi di porti e aeroporti internazionali, come anche delle licenze stagionali e temporanee aggiuntive, salvo che si scarica sui Comuni l’onere di realizzarlo e si rischia di favorire un mercato particolare e non controllato di queste licenze temporanee. Siamo comunque lontani da una riforma complessiva del settore, verso una sua maggiore liberalizzazione controllata, che, invece, servirebbe urgentemente.

 

  1. Sui voli aerei è positivo il divieto di profilazione sul web dei clienti per alimentare l’algoritmo che li danneggia con conseguenti aumenti progressivi dei prezzi, mentre il price cap fissato per i soli voli per le isole appare da un lato superfluo laddove esistono gli oneri di servizio pubblico che già lo prevedono, dall’altro ha un tetto eccessivo al 200% del prezzo medio della tratta, che lo rende quasi inutile.

 

  1. La tassazione sugli extraprofitti delle banche, tardivamente introdotta e già subito corretta, che si aggiunge a quella nota sulle aziende energetiche, sembra andare nella giusta direzione. Si dice che essa andrà a beneficio dei mutuatari penalizzati dalle variazioni sui tassi, ma non si spiega come, e a un’improbabile riduzione fiscale alle imprese, che non si dovrebbe fare con entrate una tantum. Tuttavia non si comprende perché essa non sia stata estesa anche ad altri settori, dall’intermediazione mobiliare alla farmaceutica, dall’e-commerce all’industria e commercio di armamenti, ad esempio. La tassa, inoltre, andrebbe concepita e resa strutturale, non temporanea per un solo anno; andrebbe calibrata in modo progressivo, come lo sono le imposte sui redditi personali, gravando in modo crescente sugli utili incrementali rispetto agli esercizi precedenti quando superano diverse soglie prestabilite. Andrebbe, poi, decisa e resa nota per tempo, anziché essere varata all’improvviso, per evitare forti oscillazioni sui mercati che danneggiano i piccoli risparmiatori, i quali ne subiscono le rapide speculazioni che gli operatori fanno e che loro non sono, invece, in grado di fare.

 

  1. Altre misure rilevanti per il mercato e l’economia nazionali riguardano le garanzie di tutela e le facilitazioni per gli investimenti in nuove tecnologie e per lo sviluppo del 5G nelle telecomunicazioni, l’attrazione di investimenti esteri rilevanti e strategici di valore superiore al miliardo e il disincentivo alle delocalizzazioni, il sostegno al settore aerospaziale e alle opere di manutenzione infrastrutturale nei piccoli comuni. Non mancano però stridenti contraddizioni con altre scelte, adottate contestualmente o in altra sede, quali l’aumento degli stipendi per i manager pubblici oltre i 240mila euro cge stride con la riduzione dei bonus sociali e del reddito di cittadinanza, il taglio delle misure contro il dissesto idrogeologico del Pnnr con la sottodotazione di risorse per interventi sostitutivi.

 

Federconsumatori su questo complesso di iniziative e misure esprime un giudizio articolato e non positivo, se non per alcune parti, e continua a ritenere indispensabili i provvedimenti che ha proposto:

– la realizzazione di forme di monitoraggio diffuso della dinamica dei prezzi al consumo, attraverso Comitati di sorveglianza territoriali partecipati dalle AACC,  e l’aumento dei poteri di indagine e di sanzione di Mr. Prezzi, da rendere una vera Autorità autonoma;

– l’aggiornamento della normativa sugli aumenti ingiustificati di prezzo e sull’accaparramento speculativo di beni o riserva speculativa di servizi;

– la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo, in uno con le accurate verifiche sulla sua corretta applicazione;

– la riforma delle accise e degli oneri di sistema sui beni energetici e carburanti, riducendone il carico e trasferendone parte significativa sulla fiscalità generale;

– la revisione dei criteri di determinazione del prezzo dei beni energetici, garantendo tutte le famiglie consumatrici rispetto alle oscillazioni determinate dall’eccessiva volatilità dei mercati e mantenendo forme di tutela specifiche per quelle vulnerabili;

– il rafforzamento delle misure di sostegno per le famiglie consumatrici, dalla revisione dei tassi sui mutui ai bonus sociali, fino alla creazione di uno specifico fondo contro la Povertà Energetica;

– l’introduzione di una tassazione strutturale progressiva sugli extraprofitti delle imprese operanti in diversi settori;

– la introduzione di una forma di imposta di bollo aggiuntiva che colpisca le transazioni finanziarie e quelle commerciali BtoB quando i valori transati subiscano un aumento per unità di prodotto superiore a una certa soglia percentuale rispetto al periodo di riferimento precedente;

– l’alleggerimento strutturale del peso del fisco e del cuneo fiscale sui redditi fissi, con la detassazione di stipendi e pensioni, il sostegno ai rinnovi contrattuali e la giusta perequazione delle pensioni al costo della vita, per fronteggiare il quale occorre, anzitutto, fermare e invertire la perdita di potere d’acquisto delle famiglie.

Dl Omnibus – L’analisi di Federconsumatori

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