In Acqua, Energia, Gas e Rifiuti, Comunicati

Contrariamente a quanto affermato oggi dal Ministro Guidi, il Servizio di Maggior Tutela nel mercato elettrico è tutt'altro che superato e anacronistico. Considerando anzi ciò che si sta verificando in Paesi liberisti come l'Inghilterra – che stanno appunto cambiando direzione -, il nostro sistema può essere considerato piuttosto lungimirante. E' francamente sconfortante, oltre che incomprensibile, che il Ministro dello Sviluppo Economico consideri un meccanismo di prezzo basato sugli esiti del mercato all'ingrosso prodotti da un operatore come un freno alla crescita nel settore energetico. Per smentire poi l'idea che l'assetto attuale di un mercato già ampiamente liberalizzato freni lo sviluppo di offerte innovative basta accendere la televisione e guardare la pubblicità delle aziende che assieme all'energia offrono buoni spesa, biciclette, assicurazioni e premi a punti. 

Le Associazioni dei consumatori Adusbef, Federconsumatori e Unione Nazionale Consumatori ribadiscono pertanto la loro posizione: i meccanismi di tutela sono un "benchmark di mercato". Se gli operatori non riescono, nonostante la forte attività promozionale, ad attirare un maggior numero di clienti non dipende certo dall'esistenza del Servizio di Maggior Tutela ma dalla diffusione di pratiche commerciali scorrette, scarsa trasparenza e offerte di prezzo più onerose del +19% rispetto al Mercato Tutelato , così come emerso dalla relazione dell'AEEGSI il 24 giugno scorso.  

 

La scomparsa del Mercato Tutelato determinerà la soppressione dell'Acquirente Unico: quest'ultimo rappresenta un importante concorrente nel mercato elettrico e la sua eliminazione porterebbe quindi ad una regressione della concorrenza, provocando un aumento dei prezzi dell'elettricità per i clienti finali. L'abolizione del Servizio di Maggior Tutela renderebbe più difficile la valutazione della convenienza dell'offerta da parte dei consumatori e faciliterebbe comportamenti "collusivi tra le società energetiche" sui prezzi agli utenti. Inoltre saranno soprattutto i clienti domestici più vulnerabili a pagare il conto più caro di questa operazione, poiché si trovano in una situazione di forte disparità di potere contrattuale rispetto agli operatori. Solo la parificazione dell'Acquirente Unico agli altri operatori potrà rilanciare lo sviluppo della concorrenza nel mercato nell'interesse dei cittadini consumatori. 

Post suggeriti