In Comunicati, Politica Economica


Torna ad aprile la deflazione.


L'ennesimo segnale che indica l'instabilità della ripresa che, molti, considerano invece consolidata.


Si tratta di una notizia drammatica, per i cittadini e per il Paese, che attesta la grave crisi del potere di acquisto delle famiglie (-13,4% dal 2008 ad oggi).


Tutto ciò alimenta una crisi della domanda che continua a produrre effetti estremamente negativi sull'intero sistema produttivo.

Eppure opportunità e modo per voltare pagina ci sarebbero: basterebbe sfruttare in maniera intelligente e responsabile alcuni fattori favorevoli per attuare una politica di rilancio.

1. In primo luogo vi è il calo del costo del petrolio, che non significa solo un abbassamento del prezzo dei carburanti (tra l'altro ancora insufficiente, come sottolineiamo da tempo), ma anche una forte riduzione dei costi energetici a carico delle imprese.

2. Inoltre il tasso di cambio con il Dollaro risulta particolarmente favorevole alle nostre esportazioni.

3. Con il quantitative easing si avrà un ulteriore sostegno all'export: dato di non poco conto per un paese come il nostro, il cui Pil è prodotto per il 30% proprio dalle esportazioni e che ha un importante settore turistico. L'altro effetto positivo di tale misura è sui tassi d'interesse: sfruttando il livello contenuto di questi ultimi si avrebbe l'occasione di utilizzare le risorse per effettuare politiche espansive di investimento, che puntino sulla ricerca, sullo sviluppo tecnologico, sulle comunicazioni (banda larga in primis), nonché sulla realizzazione di infrastrutture utili al rilancio ed alla qualificazione dell'offerta turistica.

 

Le priorità del Paese sono la ripresa ed il lavoro. Ci aspettiamo che il Governo operi responsabilmente per lasciarsi alle spalle questa fase ed aprire una nuova pagina all'insegna della crescita e dello sviluppo, sfruttando ogni opportunità favorevole.

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