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Il monitoraggio riportato nel report “Il caso Italia” del 2023 e condotto da Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability e reso pubblico durante la decima Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare del 5 febbraio, ha rilevato che ogni cittadino italiano butta nella pattumiera più di 27 chili di cibo l’anno.

Difatti, nonostante i risultati del suddetto studio abbiano rivelato che quest’anno si sia verificato un calo di circa il 12% della quantità di cibo ancora utilizzabile gettata nel nostro Paese (rispetto al 2022), si stima ancora uno spreco pari a oltre 9 miliardi di euro.

Il fenomeno è legato in primo luogo alla scarsa attenzione a consumare gli alimenti prima della loro scadenza e alla spesso inadeguata conservazione dei prodotti, a partire dai punti vendita in cui vengono distribuiti. Per questo motivo, la strategia quotidiana di un consumo etico e consapevole dovrebbe partire anzitutto dal contenimento della quantità di cibo che acquistiamo durante la spesa e che cuciniamo ad ogni pasto.

La crescente sensibilità che inizia a manifestarsi sull’argomento è strettamente legata al caro vita che grava sul nostro Paese, ma è ancora lontana una vera e capillare diffusione di comportamenti virtuosi e sostenibili che hanno un impatto positivo sull’ economia e sull’ambiente.

Se la minore disponibilità finanziaria delle famiglie ha ridimensionato notevolmente l’affluenza nei locali di ristoro, settore in cui la questione dello spreco è ancor più connaturata, un dato positivo che si registra tra la clientela è lo sviluppo sempre più significativo della pratica di portare a casa gli alimenti non consumati, nella cosiddetta “doggy bag”, molto in voga soprattutto tra i cittadini più giovani.

Ma quali sono i beni più sprecati? Se il 26% dei consumatori sembra essere molto più attento a ridurre il consumo di prodotti più costosi, come la carne e il pesce, ancora troppo elevata è la percentuale di verdura (46%), frutta (40%), pane fresco (27%) e latticini (22%) che finiscono nella spazzatura.

I dati fin qui elencati, relativi al mese di gennaio di quest’anno, evidenziano, inoltre, anche un divario tra nord e sud: nel meridione si spreca l’8 % in più rispetto alla media nazionale.

Oggi più che mai è urgente limitare gli sprechi. Per orientarsi al meglio su come risparmiare e adottare comportamenti sostenibili, ecco i consigli di Federconsumatori:

 

  • Programmare un menù giornaliero e/o settimanale badando ad acquistare ponderatamente tutto l’occorrente, tenendo presente quanto cibo è già a disposizione nel frigo e calcolando le giuste quantità per ciascuno, quindi scrivere una minuziosa lista della spesa!
  • Prediligere prodotti a km 0, di stagione e sfusi così da evitare vani sprechi di risorse e imballaggi con conseguente accumulo di rifiuti.
  • Prima di acquistare un alimento, controllare la data di scadenza, che deve essere conforme alla data in cui si intende consumarlo.
  • Fare attenzione alle modalità di conservazione!
  • Riporre i prodotti nel frigo con cognizione: riporre davanti quelli che si deteriorano/ scadono prima!
  • Smaltire gli avanzi in modo sostenibile: rigenerandoli in nuove ricette ricordandosi che la maggior parte delle pietanze possono essere congelate e scongelate all’occorrenza, utilizzando il sottovuoto, donandoli.
  • Donare a case famiglia, onlus e senza tetto le pietanze avanzate.
Spreco alimentare in Italia: ogni cittadino getta più di 70 grammi di cibo al giorno.

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